Carlo Guarienti

Carlo Guarienti nasce a Sant’Antonio di Treviso (Treviso) 28 ottobre 1923.
«Laureato in medicina, a partire dal 1949 Guarienti si dedica esclusivamente alla pittura. Nel 1953 tiene la sua prima mostra personale, a Roma, presso la Galleria L’Obelisco. Partita da un’ispirazione metafisica, la sua ricerca pittorica si va successivamente incentrando sulla deformazione espressiva della figura umana, fino a pervenire, nel corso degli anni ’80, ad una nuova forma di “realismo visionario”, dove oggetti e figure sono erosi da un’atmosfera fatta di straordinari e inediti effetti di luce-colore» (Silvia Pegoraro).
• «Nel 1950 Giorgio de Chirico lo aveva invitato a partecipare all’“AntiBiennale”, cioè alla mostra che fu organizzata a Venezia in clamorosa polemica con la Biennale; nel 1954 Giovanni Comisso lo aveva condotto a Roma per render visita al pictor optimus, il quale gli aveva detto che dipingeva meglio degli altri, giungendo addirittura a chiedergli come facesse ad ottenere quei risultati. “Uso l’olio di lino crudo e lo metto a purificare col vecchio sistema dei frati del Perugino”, gli aveva risposto. De Chirico gli aveva chiesto in quale modo. “Metto l’olio in un imbuto separatore dopo averlo sbattuto con l’acqua, e lo espongo al sole per tre o quattro anni, togliendone l’acqua una volta al mese”, gli aveva risposto. Il maestro metafisico lo aveva incoraggiato a proseguire col metodo degli antichi maestri».
• Tecniche apprese anche grazie all’amicizia con Giovanni Urbani direttore dell’Istituto di restauro che gli permise di seguire le attività dell’Istituto e di avviare una lunga sperimentazione su tecniche e materiali alternativi. «Ha inventato una maniera di fare scultura per avere nuovi effetti pittorici. Come? Sostituendo alla cera la cartapesta. A sentire Guarienti, si tratta di un’operazione semplice: su una base di legno applica dei ferri, che fanno da scheletro all’amalgama di cartapesta (posta a macerare da un paio di mesi), colla e polvere di marmo con cui plasma le sue figure che paiono squamate come un pesce. Una volta che l’impasto è essiccato, l’artista interviene con la fiamma ossidrica, facendo una serie di operazioni impossibili diversamente» (Sebastiano Grasso).
• Amico di Ungaretti, Fellini, Sinisgalli, Balthus, quando quest’ultimo dirigeva l’Accademia di Francia a Villa Medici. «Avevamo le stesse idee su molte cose, anche sui Pittori, venivamo tutti e due dal Quattrocento, io da Carpaccio, lui da Piero della Francesca». Ha sposato Guja Anna Calvi di Bergolo (Torino 8 marzo 1930), figlia di Jolanda di Savoia (1901-1986), da cui ha avuto le figlie Maria Faldivia (1952-1971) e Delfinella Maria (Treviso 17 maggio 1954).
• Nel 2013, per i suoi 90 anni, al Palazzo Ducale di Venezia, un’antologica di dipinti e sculture (1956-2013). Fra i dipinti, La Crocifissione, 2011, di circa due metri per tre. «Viene in mente quanto, a suo tempo, scrisse Giorgio Soavi. “Ne avessi l’autorità, gli farei dipingere una chiesa. E sarebbe un pittore da via Crucis. Racconterebbe che, quando Gesù cadde la prima volta, era per via del fondo stradale dissestato. E quando cadde per la seconda volta fu colpa di chi, venendo di corsa da una stradina laterale, non aveva rispettato la precedenza. Quando, infine, Maddalena gli diede il foulard perché si asciugasse il sudore, glielo restituì subito con la propria immagine impressa perché, qualche anno più tardi, alcuni tecnici si decidessero a inventare la Polaroid”» (Sebastiano Grasso, Cds, 14/6/2013).

Maria Luisa Spaziani

Maria Luisa Spaziani, (Torino, 7 dicembre 1922 – Roma, 30 giugno 2014) è stata una poetessa, traduttrice e aforista italiana.
Maria Luisa Spaziani nacque in un'agiata famiglia borghese di Torino, dove il padre era proprietario di un'azienda che produce macchinari per l'industria chimica e dolciaria.
Ancora studentessa, a soli diciannove anni, diresse una piccola rivista, prima chiamata «Il Girasole» e poi «Il Dado», il cui redattore capo era Guido Hess Seborga, che la fece conoscere negli ambienti letterari; ottenne e pubblicò inediti di grandi nomi nazionali come Umberto Saba, Sandro Penna, Leonardo Sinisgalli, Vasco Pratolini, e internazionali, come Virginia Woolf.
Intanto frequentava l'Università di Torino, facoltà di Lingue, laureandosi infine con una tesi su Marcel Proust, relatore il francesista Ferdinando Neri. La cultura francese e la Francia con i suoi autori in seguito sarebbero diventati una sorta di stella polare nel suo immaginario e nel suo vissuto, grazie anche a una serie di soggiorni a Parigi a partire dal 1953, anno del conseguimento di una borsa di studio.
Nel gennaio del 1949 conobbe Eugenio Montale durante una conferenza del poeta al teatro Carignano di Torino, e fra i due nacque, dopo un periodo d'assidua frequentazione a Milano, un sodalizio intellettuale caratterizzato anche da un'affettuosa amicizia.
Ebbe quindi inizio anche la prima stagione poetica di Maria Luisa Spaziani, che mise insieme un gruppo di liriche e le inviò alla Mondadori. Durante il soggiorno francese del 1953 scrisse nuovi testi, che vennero aggiunti all'originario disegno della raccolta. La casa editrice Mondadori rispose favorevolmente e pubblicò nel 1954 Le acque del Sabato, nella prestigiosa collana Lo Specchio.
Nel 1956 la fabbrica del padre subì un tracollo economico, che costrinse la giovane, di ritorno da un viaggio premio negli Stati Uniti promosso per giovani di talento da Henry Kissinger, a cercare un impiego stabile, come insegnante di francese in un collegio di Torino.
Il contatto con studenti adolescenti le fece vivere una stagione di luminosa felicità che traspare nelle poesie più originali della sua prima produzione poetica, Luna lombarda (1959), poi confluite nel volume complessivo Utilità della memoria (1966).
Negli anni 1955 e 1957 Maria Luisa Spaziani insegnò lingua e letteratura francese presso il liceo scientifico del collegio Facchetti di Treviglio. A tale periodo e a tali luoghi dedicò la poesia Suite per A. con la quale nel 1958 vinse il Premio Lerici (presidente di giuria Enrico Pea).
Nel 1958 dopo dieci anni di fidanzamento, testimone di nozze il poeta Alfonso Gatto, sposò Elémire Zolla, studioso della tradizione mistica ed esoterica. Senza più gli slanci amorosi che caratterizzavano i primi anni, il lungo legame con Zolla s'incrinò quasi subito finendo nel 1960, anno in cui il matrimonio venne sciolto.
Spaziani venne quindi chiamata ad insegnare all'Università di Messina lingua e letteratura tedesca fino a quando non si liberò, nello stesso ateneo, l'incarico di lingua e letteratura francese; proprio in quegli anni in ambito accademico cura volumi come Pierre de Ronsard fra gli astri della Pléiade (1972) e II teatro francese del Settecento (1974). Fervida e proficua la sua attività di traduttrice dall'inglese, dal tedesco e dal francese: Pierre de Ronsard, Jean Racine, Gustave Flaubert, P.J. Toulet, André Gide, Marguerite Yourcenar, Marceline Desbordes Valmore, Francis Jammes. La statura intellettuale di Maria Luisa Spaziani superò i confini nazionali: nei viaggi in Francia e negli Stati Uniti la poetessa ebbe tra l'altro modo di conoscere personalità di rilievo assoluto del Novecento letterario come Ezra Pound, Thomas Stearns Eliot, Jean-Paul Sartre.
Buona parte del libro di poesie L'occhio del ciclone (1970) fu ispirato dalla sua esperienza vissuta in Sicilia, con i suoi paesaggi e il suo mare, cui fanno seguito raccolte sempre più "diaristiche" e "impure" come Transito con catene (1977) e Geometria del disordine (1981), che si aggiudica il Premio Viareggio per la poesia.
Nel 1979, del lavoro poetico di Maria Luisa Spaziani, autrice ormai affermata, con introduzione di Luigi Baldacci, venne pubblicata un'antologia (una seconda, ampliata sarebbe poi uscita nel 2000, e una terza seguì nel 2011) negli "Oscar" Mondadori. Tenne la presidenza infine nel 1982, dopo esserne stata nel 1978 fondatrice, per onorare la memoria del poeta, il Centro Internazionale Eugenio Montale, ora Universitas Montaliana, e il Premio Montale.
Negli anni 80 fu autrice e/o conduttrice di alcuni programmi per Radio Rai.
Coronamento della storia e del percorso poetico dell'autrice è infine Giovanna d'Arco (1990), poema in ottave di endecasillabi senza rima, che testimonia un lungo interesse dell'autrice per questo personaggio. In quest'opera Spaziani si proponeva di reinventare in una narrazione popolaresca e fabulosa in versi, attraverso il personaggio di Giovanna d'Arco, i suoi oltre cinquant'anni d'ininterrotta e costante attività letteraria, giornalistica e di ricerca. Il poemetto, in un adattamento per frammenti, ha trovato una trasposizione teatrale poetica e visionaria nella regia di Fabrizio Crisafulli (Jeannette, 2002).
Spaziani ha scritto inoltre numerosi articoli apparsi su riviste e quotidiani, saggi critici e una raccolta di racconti, La freccia (2000). È stata tre volte candidata al Premio Nobel per la letteratura, nel 1990, 1992 e 1997. È stata presidente onorario del Concorso L'anima del bosco, nato nel 2006 e promosso da Magema Edizioni, e presidente onorario del Premio Internazionale Torino in Sintesi riguardante il genere aforistico.
Nel 2012 la sua carriera fu onorata con la pubblicazione del Meridiano Mondadori dedicato alla sua opera poetica. Per diversi anni aveva fatto parte della giuria del Premio letterario internazionale Giuseppe Tomasi di Lampedusa e del Premio Internazionale Mario Luzi.
Maria Luisa Spaziani si è spenta a Roma il 30 giugno 2014, all'età di novantun anni
Poesia
Primavera a Parigi, Milano, All'insegna del pesce d'oro, 1954
Le acque del sabato, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1954
Luna lombarda, Venezia, N. Pozza, 1959
Il gong , Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1962
Utilità della memoria, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1966
L'occhio del ciclone, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1970
Ultrasuoni, Samedan, Munt press, 1976
Transito con catene, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1977
Poesie, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1979 - introduzione di Luigi Baldacci
Geometria del disordine, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1981 - Premio Viareggio
La stella del libero arbitrio, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1986
Giovanna D'Arco, romanzo popolare in sei canti in ottave e un epilogo, Milano, Arnoldo
Mondadori Editore, 1990
Torri di vedetta, Milano, Crocetti, 1992
I fasti dell'ortica, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1996
La radice del mare, Napoli, Tullio Pironti editore, 1999
La traversata dell'oasi, poesie d'amore 1998-2001, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 2002
La luna è già alta, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 2006
L'incrocio delle mediane, Genova, San Marco dei Giustiniani, 2008
L'opera poetica, Milano, Mondadori, 2012
Narrativa
Donne in poesia, interviste immaginarie a celebri poetesse dell'Ottocento e del Novecento,
Venezia, Marsilio, 1992
La freccia, racconti, Venezia, Marsilio, 2000
Montale e la Volpe, scritti autobiografici, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 2011
Saggistica
Marcel Proust e altri saggi di letteratura francese , 1959
Il teatro francese del Seicento , 1960
Ronsard fra gli astri della Pleiade, Torino, Eri, 1972
Racine e il "Bajazet" , Roma, Lo faro, 1973
Il teatro francese del Settecento, Roma, Lo faro, 1974
Il teatro francese dell'Ottocento, Roma, Lo faro, 1975
Il teatro francese del Novecento, Messina, EDAS, 1976
Teatro[modifica | modifica wikitesto]
La vedova Goldoni, 2000
La ninfa e il suo re
Teatro comico e no , Roma, Bulzoni, 1992
Traduzioni
Amicizie violente di Winston Clewes, Mondadori
La vittima di Saul Bellow, Feltrinelli
Poesie di Sully Prudhomme, Fabbri Editori
Poesie di Paul-Jean Toulet, Einaudi
Götz von Berlichingen in "Teatro" di Johann Wolfgang von Goethe, Einaudi
Novelle orientali di Marguerite Yourcenar, Rizzoli
Fuochi di Marguerite Yourcenar, Bompiani (Premio Piombino 1986 per la traduzione)
Il colpo di grazia di Marguerite Yourcenar, Feltrinelli
Alexis o il trattato della lotta vana di Marguerite Yourcenar, Feltrinelli
Così sia ovvero Il gioco è fatto di André Gide, SE
Le meteore di Michel Tournier, Garzanti
Il gallo cedrone di Michel Tournier, Garzanti
Gaspare, Melchiorre e Baldassarre di Michel Tournier, Garzanti
Il dubbio e la grazia di Alain Bosquet, Città Armoniosa
Madame Bovary di Gustave Flaubert, Oscar Mondadori
Britannico - Bajazet - Atalia di Jean Racine, Garzanti
Liriche d'amore di Marceline Desbordes-Valmore, Ignazio Maria Gallino Editore
Clairières dans le ciel di Francis Jammes, RueBallu Edizioni
Onorificenze e riconoscimenti
Cavaliere dell'Ordine delle Palme accademiche (Francia)
Palazzo Farnese (sede dell'ambasciata), Roma 2011

Carlo Guarienti
Maria Luisa Spaziani

Formato: mm. 250x175

Un fresco castagneto è un cofanetto che contiene poesie inedite di Maria Luisa Spaziani accompagnate con due incisioni originali di Carlo Guarienti.
Sono stati tirati 120 esemplari:
100 esemplari contrassegnati da numeri arabi;
20 esemplari contrassegnati da numeri romani,destinati agli autori.
Il volumetto è stato stampato dalla tipografia Sa.Pi Grafica su carta Murillo dalla Cartiera Fabriano di gr.190, per conto delle Edizioni Il Bulino.
Le incisioni di Carlo Guarienti sono state tirate a mano sui torchi della stamperia d’arte Il Bulino su carta Graphia da 290 gr. della cartiera Sicars.
Del volume, privo delle incisioni di Carlo Guarienti, sono stati stampati 250 esemplari destinati al mercato librario.
Le incisioni recano il timbro a secco della stamperia, la numerazione e la firma dell’artista.